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Dal Golem a Kafka: panoramiche su Praga

 

 foto di Giulia Cavaliere

Lovers in Prague foto di Giulia CavaliereSul Ponte Carlo

Non una città europea consueta, se consuetudine esiste, non di certo la Londra perpetuamente agognata, non la Parigi che piace sempre e piace a tutti né la recente favilla Berlino, meta principessa di esodi, culla di presunte controculture e contropolitiche anti-italiche.

Praga, potreste scoprire andandoci, non c’entra granchè con tutto quello che fino ad ora avete visto delle grandi capitali né con quanto avrete presumibilmente, quantomeno in maggioranza, immaginato di vedere: non è l’Est che l’ha abbandonata naturalmente e definitivamente nel 1989 con la caduta del Muro di Berlino né, lo abbiamo detto, la capitale tedesca, che dello stesso Est ha conosciuto le politiche e le violenze e che oggi, più che mai aspirazione e moda per i giovani del nostro continente, corre ai ripari e alla rinascita con una velocità degna solo degli Stati Uniti.

A Praga si va piano, e si respira il gusto di un’incombente e sempre fervida voglia di riprendersi dal passato di regime e dalle miserie che furono, di cui potrete aver saggio, senza pentirvene, grazie all’ironica e al contempo drammatica ricostruzione nel bellissimo Muzeum Komunismu, tra busti di Marx e Lenin, ilari immagini di Stalin circondato da fanciulle in mise discinta, riproposizioni di ambientazioni della quotidiana vita pre ‘89 e un commuovente filmato dove si mostrano senza censure le violenze sulla popolazione.

L’aria del passato, a Praga, esiste sempre, percepibile, quasi tangibile, in ogni via, angolo, tentata costruzione di un centro commerciale a pochi passi dal bellissimo quartiere ebraico che ospita, tra sfarzi di case eleganti bianche come l’avorio e boutique delle migliori marche montenapoloniche, il suo antichissimo cimitero, dal 1700 non più adibito a sua funzione e oggi uno dei complessi monumentali decisivi e sconvolgenti della capitale ceca.

La Moldava di Dvorakiana memoria, intanto, scorre e divide la città in due grandi aree diversissime, al di qua del fiume scuro e imponente, vanno menzionati su tutti i quartieri di Staré město e Nové město, rispettivamente “città vecchia” e “città nuova” mentre al di là si staglia, rivolgendosi all’imponente e bellissimo castello, quella zona che porta il nome di Mala Strana (Malostranska). Se a Staré město si può camminare tra le vie di una città che sente e mostra di voler sempre più assottigliare lo spazio che la divide dalla massima occidentalizzazione tanto che anche le due piazze più importanti, vale a dire piazza San Venceslao e piazza della Città Vecchia (Staromestske naměsti), si mostrano nient’affatto diverse da alcune altre note piazze europee delle capitali sopra citate (non è difficile, raggiungendo la seconda piazza dopo aver visitato la prima, pensare che il lungo viale che ci permette di approdarvici, e che porta già il nome della piazza stessa, ricordi enormemente gli Champs-Élyseées parigini), a Malostranska sembra di essere in un piccolo borgo che non potevamo immaginare ancora esistente, superata la Moladava infatti i palazzi alti e soggioganti che avevamo trovato dall’altra parte lasciano spazio a casette basse e colorate, un’atmosfera da cittadina abitata essenzialmente da artigiani dove la vita di quartiere fa la vita della stessa città. Poco importa che proprio a Malostranska vi siano le sedi politiche e amministrative della capitale, a pochi passi, immerse in un’aria silenziosa e pacifica, nella parte più bassa del quartiere, possiamo trovare anche attrazioni pop di grande spicco come il Kafka Muzeum e il muro dedicato a John Lennon, mete costanti di molti fan di quelli che sono forse il più influente romanziere e il più importante autore di musica pop mai esistiti. È salendo nella sua parte collinare, però, che Praga regala alcune tra le sue perle migliori: residenza dei re di Boemia, degli imperatori del Sacro Romano Impero, di presidenti delle Cecoslovacchia e, in seguito, della Repubblica Ceca, troviamo il castello, considerato la più grande fortezza medievale del mondo, circondato da un’altra serie di costruzioni che sono istituzioni tra i monumenti cittadini: numerose gallerie d’arte, il palazzo reale e, soprattutto, la cattedrale di San Vito, uno dei simboli della città, divisa tra gotico e neo-gotico e che al suo interno ospita complessi di vetrate dipinte, tra gli altri, anche da uno degli artisti emblema della città: Alfons Mucha, il più importante tra i pittori dell’art nouveau, movimento artistico che a Praga trova uno spazio particolare.

A unire ciò che la Moldava divide, su tutti, è il Ponte Carlo (Karlův Most): attraversare la sua enorme struttura in pietra è un’esperienza pressochè unica: maestoso, nordico di torri, alle estremità, e statue barocche, scure, fiabesche, al suo interno, questo ponte ci ricorda che siamo pur sempre nella città del Golem, quella creatura simbolo del folklore medievale e della mitologia ebraica, che lo scrittore ed esoterista Meyrink descrisse nel suo omonimo romanzo del 1915.

Una città, questa Praga, intrisa di letteratura e mistero, angolo antico dalle atmosfere incontaminate, non lontano dal centro dell’Europa. Sono molteplici e contrastanti le sensazioni che potrà lasciarvi, un po’ di decadenza e un po’ di rinascita che nel mescolarsi inaspettatamente mentre la si conosce, contribuiscono a renderla episodio di forte impatto nell’esperienza di ogni viaggiatore.

di Giulia Cavaliere

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