
di Gorla e Migliardi (con il contributo del Comune di Monza)
Molti di voi saranno già rientrati dalle vacanze estive e indaffarati nelle incombenze quotidiane accantonate durante le ferie.
Ma per godere di una passeggiata nel verde non è sempre necessario allontanarsi troppo e spendere un’intera giornata.
Inoltre Trantran, sulla scia dell’evento mondiale che vedrà protagonisti la nostra città e l’autodromo, ha deciso di dedicare questo numero a Monza e al suo splendido parco, cornice di sport ed eventi. Automobili da corsa e personaggi famosi sono sotto gli occhi di tutti, mentre noi abbiamo scelto di presentarvi ciò che del nostro parco è lì da sempre ma che senza un aiuto non siamo abituati a vedere. Premesso che anche noi della redazione, da buone monzesi, abbiamo trascorso tanti pomeriggi indolenti sul prato che fa da scenografia alla facciata posteriore della Villa Reale, pur inconsapevoli dei tanti tesori che i nostri occhi di adolescenti sorvolavano ignari. Proprio in questi giardini si snodano, infatti, alcuni percorsi, sospesi tra la natura e la magia, di grande interesse storico e botanico. Noi abbiamo scelto per voi quello de I Giganti Verdi (alla scoperta degli alberi secolari che hanno più di 200 anni). Senza una buona guida non è facile identificare questi monumenti naturali, fra le tante varietà di piante e alberi che popolano i giardini e il parco, pertanto ci siamo affidate all’accurata descrizione del sentiero indicata sul sito del Comune di Monza. Stampato l’itinerario, sotto la preziosa guida di questo Virgilio digitale, abbiamo finalmente aperto gli occhi e osservato questo luogo tanto familiare da una prospettiva completamente diversa. Lo sguardo che va dal basso all’alto, dai tronchi imponenti fino alle chiome che si perdono nell’azzurro del cielo, da secoli.
Partiamo, dunque, attente a seguire ogni singola indicazione, come una vera mappa del tesoro, alla scoperta delle magie del parco recintato più grande d’Europa….
Una peculiarità che ha reso famoso il Parco di Monza nel mondo nei suoi duecento anni di vita è costituita dal vasto campionario di alberi, quasi un collage di un’opera d’arte naturalistica. Nel Parco, infatti, si può ammirare una varietà di essenze di elevato pregio.
Alcune di essi sono considerati dei veri e propri monumenti naturali.
Anche i Giardini della Villa Reale di Monza, splendido esempio di giardino all’inglese, offrono al visitatore il contatto con alberi maestosi provenienti da tutto il mondo.
Attraverso queste indicazioni è possibile incontrare i Giganti verdi.
Partenza
La passeggiata alla scoperta dei Giganti verdi del Parco ha inizio di fianco al Serrone della Villa Reale, dove, nel 1800, vennero coltivate diverse specie di agrumi.
Di particolare pregio e valore storico sono i resti dei tre faggi monumentali dell’epoca napoleonica. Colpiti da attacchi fungini, negli ultimi anni, il loro apparato è notevolmente compromesso.
Nel prato, che fa da scenografia alla splendida facciata posteriore della Villa, si incontra una collezione di piante “solitarie” nostrane: il gruppo dei vecchi faggi. Proseguendo lungo il cannocchiale prospettico che si diparte dalla Villa Reale, s’incrocia la “Roggia Principe”. Qui a fianco è possibile incontrare le due querce, presenti nell’elenco degli alberi monumentali d’Italia. I due giganti fissano il loro sguardo sulla facciata della Villa Reale da due secoli.
Dopo qualche passo nel prato all’inglese si incontra uno splendido esemplare di ginkgo, tipica essenza giapponese. Si compie un salto al di là dell’oceano e voltandosi si incrocia con lo sguardo la sequoia americana, dal tronco rossiccio.
A fare da guardiano al lato della Villa Reale c’è anche l’albero dei tulipani, che crea nel tardo autunno uno spettacolo cromatico degno di Monet!
A chiudere questo angolo dei Giardini Reali dedicato alle essenze esotiche ci pensa il monumentale cedro del Libano. Seguendo il vialetto, che prende l’avvio dallo spigolo sud-est della Villa, si scende in zona ombreggiata e si costeggia per un tratto il muro di cinta passando in prossimità del gigantesco cedro del Libano, impareggiabile campione degli alberi dei giardini della Villa Reale. Non un tronco ma quattro si dipartono verso il cielo; questa caratteristica fa di quest’albero un autentico monumento botanico.
Il percorso nei Giardini si esaurisce qui in un’ora di tragitto. Per chi avesse le gambe allenate, è possibile proseguire l’itinerario lungo i sentieri del Parco ottocentesco di Monza.
Alla vostra sinistra il muro di cinta che divide i Giardini Reali dal resto del Parco.
Proseguendo dritti sulla sinistra s’incrocia la Cascina del Sole e il Viale Cavriga. Non ci si è ancora stancati di ammirare la cascina Cavriga, splendido esempio di architettura neoclassica, che bisogna scontrarsi con la bellezza della facciata neogotica della cascina S. Fedele. Da qui il nostro percorso prosegue nel cuore del Parco ottocentesco.
Vi trovate ora nel grande pratone dell’ex ippodromo: l’area è stata riqualificata ed è stato ripristinato il “Viale dei Carpini” foggiati a palla che un tempo univano le due Ville Mirabello e Mirabellino, già residenza nel 1600 e ‘700 della famiglia Durini.
E’ ancora possibile godere della bellezza di 2 carpini di fronte al giardino del Mirabellino.
Proseguendo verso la montagnetta di Vedano, dopo aver appena lasciato la Villa Mirabellino sulla sinistra è possibile scendere nella radura della regina degli alberi del Parco: la quercia secolare, nascosta e protetta ai più da un bosco di sambuchi e tassi.
Il suo tronco contorto è testimonianza della sua lotta alla ricerca della luce. Guardando in alto, verso le sue fronde più alte ci si rilassa e ci si sente abbracciati da questa nonna verde!
Arrivo
Dopo qualche centinaio di metri il sentiero si rimpicciolisce e s’imbocca un piccolo sentiero nel bosco. Appena le fronde si diradano ci troviamo su Viale Vedano: qui svetta tra gli altri un noce secolare che in autunno si veste di un manto color oro.
Voltando a destra su Viale Mirabello si svela l’ultima sorpresa di questo lungo percorso: posto dietro alla Villa Mirabello, sulla terrazza che degrada lentamente verso la Valle del Lambro, motivo paesaggistico abilmente sfruttato per la localizzazione della Villa, è possibile ammirare un ippocastano di duecento anni dalla forma singolare, che invita a riposare ai suoi piedi.
Lunghezza del percorso
Circa 9 km. Adatto a piedi.
L’antica storia del parco, inoltre, ha fatto sì che nascessero miti e leggende legate agli edifici e agli alberi più vecchi. Per questo
per i bambini, consigliamo il percorso Sui Sentieri degli Gnomi del Parco, che comincia dall’ingresso di Viale Cavriga. Si veda per il percorso http://www.comune.monza.it/portale/monzadascoprire/parco/itinerari/gnomi.html
Buona magia!







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