Lugano, 6 Dicembre 2010. Concerto dei Litfiba. Il cuore batte forte, dopo dieci anni, rivedere Piero e Ghigo insieme ci spinge, a causa del sold out dello show di Milano di Novembre, verso la Svizzera, sotto un’incredibile nevicata. Sono convinta che sia la loro energia a scatenare gli elementi perché, l’ultima volta che avevo assistito ad un loro live fu proprio al Monza Rock Festival, nel 1999, sotto un diluvio universale che presagiva la loro imminente separazione. Pioggia, fulmini, neve e ghiaccio. Niente ci fermò allora come oggi. Il Palazzetto del Ghiaccio di Lugano è freddo, freddissimo. Ma, non appena la band sale sul palco, tutto sembra prendere di nuovo vita, una sorta di magia che scalda le ossa. Mi guardo intorno: un pubblico entusiasta, eterogeneo, lo stesso di sempre ma rinnovato. Oltre a chi aspettava il loro ritorno da dieci anni, ci sono molti giovani e giovanissimi. Tutti partecipano, cantano le canzoni. Le aspettative non sono state deluse, in barba a quanti, per partito preso e per invidia, annunciavano la loro reunion come una mera operazione commerciale. Non amo le chiacchiere di chi ha il potere della penna, non quelle aprioristiche, quei critici che neanche aspettano e già sono pronti a sentenziare dalla scrivania della loro frustrata vita. Piero è un vulcano: il tempo non è passato. Lui e Ghigo sono complici di un calore e di un’atmosfera che attanagliano lo stomaco. Hanno litigato e hanno fatto pace: solo gli stupidi non cambiano idea. Ci risentiamo, telefonicamente, per l’intervista i primi di Febbraio. Per l’occasione sperimentiamo un nuovo sofisticatissimo metodo di registrazione che però, nonostante l’avessimo testato accuratamente, rimanda le voci con una sorta di riverbero satellitare, e sento le loro con uno strano eco papale. Un attimo di panico.
“Marta Buongiorno”. E’ la voce di Piero, con il suo inconfondibile accento fiorentino. Tutto s’ illumina: questione di energia.
C’era un sole abbagliante, che invadeva la redazione: non esistono le vie di mezzo quando si parla di Litfiba.
11 Dicembre 2009. Viene annunciata la reunion dei Litfiba. Dopo un anno (intensissimo tra concerti e album) qual è il vostro bilancio emotivo?
Piero: I bilanci di solito si fanno a fine carriera! Noi, al contrario l’abbiamo appena ricominciata. Abbiamo fatto pace e siamo contenti di aver ricominciato a fare musica insieme perché penso che ci riesca abbastanza bene. Poi è molto divertente, oltretutto.
Ghigo: siamo contentissimi, avevamo litigato dieci anni fa…ma alla fine non è che si può star sempre a litigare, la viviamo come una cosa abbastanza normale e naturale.
Con il vostro album Stato libero di Litfiba (che contiene due inediti) avete fatto felici tutti i vecchi fan come noi. Alla luce dei vostri concerti in Italia, credete di aver conquistato anche un nuovo pubblico?
Piero: è stato interessante vedere il pubblico che ci ha seguiti durante lo scorso anno perché abbiamo visto anche tantissimi ragazzi e questa cosa ci ha confortati perché dopo tutti questi anni che non si suonava insieme rischiavamo magari di trovarci un pubblico di 40 o 50anni, che sarebbe la nostra fascia più naturale dato che siamo anche noi di questa età, però è stato sorprendente scoprire anche i giovani ventenni sotto il palco, che pogavano, si divertivano e conoscevano benissimo tutti i pezzi. Era un pubblico molto allargato ma anche molto rock! Un pubblico che viene ai concerti per divertirsi certo, ma anche per impegnarsi, per affrontare anche un po’ i loro problemi e la loro quotidianità anche attraverso le canzoni e la musica.
Dalle cantine ai talent show: cosa ne pensate di questa nuova strada per arrivare al successo, spesso effimero e poco duraturo?
Piero: credo sia molto rischioso per un ragazzo pensare di toccare il cielo con un dito per un mese o due e poi dopo riaffrontare di nuovo la quotidianità di essere un artista oggi, soprattutto in Italia dove non si investe un cazzo per la musica e quindi io personalmente sono un po’ dubbioso sul fatto che possano servire a chi li fa. Servono molto alle case discografiche perché fanno dei contratti capestro a questi giovani artisti e quindi si rimpinguano le casse. Li guardiamo con un occhio un po’ critico, quindi.
Ghigo: vorrei aggiungere che ci sono anche delle persone molto brave. Non è che stiamo criticando il livello degli artisti, ma stiamo criticando il sistema.
Per Piero: esiste ancora Peter Punk?
Peter Punk è vivo è lotta per voi!
Per Ghigo: anche tu punk! Cosa ricordi della tua esperienza da supporter dei Clash a Bologna?
Tantissimi ricordi. Intanto ho vissuto al Londra dal 1976 al 1978, quindi l’ho vissuto appieno, vivendo a Londra, il periodo punk! Era abbastanza diverso da ora. Poi sono tornato in Italia ed ho fondato una band che si chiamava Cafè Caracas e abbiamo fatto i supporter in Piazza Maggiore a Bologna ai Clash! Ricordo bene quel concerto: ci hanno tirato di tutto sul palco.
Piero: Una volta Ghigo mi raccontò che il loro cachet se lo fecero raccogliendo le monetine che gli avevano lanciato sul palco!
Vi piace la versione di Regina (Regime) di cuori di Elio e le storie Tese?
Piero: Bellissima, davvero bellissima. Più bella ancora di Litfiba tornate insieme (altra canzone di Elio del 2003 che inneggiava ironicamente alla reunion) a parer mio (Ndr Ride).
Il tour in Europa: Berlino, Parigi, Barcellona..l’energia del pubblico cambia?
Ghigo: sì, cambia, diciamo che, normalmente il pubblico all’estero è diverso rispetto a quello italiano. Diciamo che è un pubblico un po’ più “acculturato”, non perché all’Italia non piaccia la musica, diciamo che sono più preparati musicalmente. In Italia, forse, si risente moltissimo anche delle mode da un punto di vista musicale. Diciamo che all’estero è un pubblico più difficile, perché tecnicamente devi essere perfetto. Comunque abbiamo fatto tantissimi spettacoli in Europa e all’estero. Ci fa sempre molto piacere ma è una cosa che non ci lascia sconvolti. Anche quest’anno i primi concerti della reunion li abbiamo fatti all’estero, a Losanna per la precisione. E il club era stracolmo anche se non avevamo fatto per niente pubblicità.
Progetti per il futuro? Ci aspettiamo un album per il 2011.
Piero: diciamo entro un anno, via… (Ndr da leggere in fiorentino)
Siete stati a Monza nel lontano 1999, durante il Monza Rock Festival, tornerete?
Piero: volentierissimo, anche ad Arcore molto ma molto volentieri (Ndr.Ride).
Due domande suggerite dai nostri fidati lettori via facebook:
- Bruno domanda: Lo “spirito” c’è ancora? Le vene poetiche e poietiche degli anni ‘80 fanno ancora parte di voi? E’ ancora periodo di “eroi nel vento”?
Ghigo:quando uscirà il disco si risolverà l’arcano e se ti piacerà lo prenderai! Deciderai tu!
Piero: non è facile rispondere però di sicuro noi siamo cambiati ed è cambiato il mondo intorno a noi. Quindi diciamo che una parte di quello spirito è sempre con noi, quello un po’ punk, poetico e ribelle, però, naturalmente, lo interpretiamo non più da ventenni come trent’anni fa, ma in maniera più matura.
Ghigo: più matura, attenzione, non vuol dire più morbida, anzi stiamo affinando delle idee e lavorando a cose anche molto dure.
- Selenia domanda: chi salvate nel panorama musicale italiano attuale (rock e non solo)?
Piero: salviamo tutto e tutti. Non ci piace fare le pagelle a nessuno.
Ghigo: sono tutti bellissimi e bravissimi. Chi si loda s’imbroda.(Ndr ridono)
L’astruso marchingegno per registrare in diretta si spegne e con lui l’eclettico vociare fiorentino.
Il tour europeo dei Litfiba avrà inizio il 3 Marzo a Londra.
Le altre date:
5 Marzo Berlino
7 Marzo Bruxelles
9 Marzo Amsterdam
11 Marzo Ginevra
13 Marzo Zurigo
15 Marzo Parigi
17 Marzo Barcellona.
Buon viaggio, lacio drom!
foto di copertina (vedi sotto) di GARANET DI GABRIELE GATTO (www.garanet.net)








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