di Redo Alfossi,
Tiziano Ferro da Latina, 31 anni appena compiuti di cui 10 di carriera come cantante che lo hanno imposto in Italia e in gran parte del resto del mondo, è uno che conosce bene sia i suoi punti di forza (di cui non parla per modestia) sia i i suoi punti deboli (ma già conoscerli è cominciare a tentare di renderli inoffensivi): per questo dice quello che pensa e soprattutto pensa quello che dice (forse anche per merito della sua analista: “una brava dottoressa”, dice lui, “che mi costa 80 euro l’ora, ma ne vale la pena”).
Dopo tre anni di lontananza, torna con un nuovo album, titolo L’amore è una cosa semplice, dopo aver girato il mondo e soprattutto dopo aver dato alle stampe i suoi diari, titolo Trent’anni e una chiacchierata con papà edito da Kowalski, con cui ha cominciato a esorcizzare i suoi fantasmi esistenziali , a cominciare dall’accettazione dell’omosessualità (”vissuta all’inizio”, dice lui, “con un senso di colpa che mi ha segnato e non poco”). Ed è tornato anche a vivere in Italia, che aveva lasciato per stare fuori dalle pressioni. “Sono italiano e sto bene qui”, dice, “Peccato che non possa andare a fare la spesa perché qualcuno mi riconosce e quindi questo fa diventare un po’ complicate anche le cose semplici come appunto andare a fare la spesa, che io amo fare di persona”.
Parliamo del disco e partiamo proprio del titolo: ma l’amore è davvero una cosa semplice?
«No, è addirittura semplicissima, un’esigenza naturale, come bere-mangiare-respirare. Poi siamo noi a peggiorare la situazione, complicandone le dinamiche, rendendo tutto meno lineare. Ma l’amore di per sé è semplice semplice».
Quindi l’ispirazione non è figlia del dolore?
«Anche se qualcuno dice che più si soffre più si è bravi, io dico che non è vero. Bravura e felicità non si elidono. E quindi l’ispirazione non è solo figlia del dolore, ma anche della serenità e della tranquillità. E queste canzoni sono nate da sé, come le altre precedenti, ma non sono stato male mentre scrivevo: è stato come liberarmi dai fantasmi che mi danzavano attorno e che non mi terrorizzavano più. E’ vero, adesso sono più sereno di prima, più equilibrato, ma soffro, rido, piango come tutti gli altri esseri umani. E le canzoni di L’amore è una cosa semplice riflettono tutto questo».
Tutto semplice, allora?
«Inizialmente no. Prima di tutto ho dovuto uscire dalla bolla in cui mi ero chiuso e di cui ero carceriere e carcerato. Inoltre, dopo più di un anno che non cantavo ho risentito la mia voce e mi sembrava… quella di un altro. Per questo motivo sono andato dal logopedista per tenerla sotto controllo meglio, perché tornasse a… essere mia, sotto il mio totale controllo. D’altronde sono fatto così: voglio tenere tutto sotto controllo, soprattutto nel lavoro».
Se ti guardi indietro cosa vedi?
«Vedo me stesso e mi faccio tenerezza, soprattutto nel lavoro. Avevo vent’anni e l’aria da “coglioncello”: Credo che solo per pochi centimetri non abbia oltrepassato la linea che mi avrebbe fatto diventare, con il successo improvviso, un cretino. I discografici dovrebbero prendere i ragazzi che cominciano e tenerli per due mesi chiusi in uno sgabuzzino a insegnargli a parlare, l’italiano, l’inglese, a muoversi, a capire come comportarsi con i media. Due mesi di dure mazzate che però ti rendono più forte, più deciso, alla fine più te stesso».
E dei reality che mi dici?
«Che una volta usciti dai reality li chiuderei nello sgabuzzino di cui sopra per due mesi. Mazzate e ancora mazzate, senza neanche la… consolazione del televoto».
Da aprile, esattamente il 10 da Torino, Tiziano Ferro darà vita al suo nuovo tour, in cui metterà in scaletta 25/26 brani, quelli del nuovo album e i suoi più famosi.
«Sarà un tour teatrale, con una sua linea, ma sarà anche divertente. Per me e per chi verrà a sentirmi».
Nb L’amore è una cosa semplice, in 35 minuti dalla pubblicazione ha conquistato il n. 1 di iTunes. La differenza tra me e te già digital download di Platino e supera su youtube le 5.000.000 di views.







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