La Protezione Animali accoglie le più svariate razze e specie animali – non solo cani e gatti! Il 29 luglio un ragazzo ha portato in canile, sistemato in una scatolina, un animaletto minuscolo trovato nel suo giardino. Scopriamo con stupore che questa creatura indifesa e inetta, di appena sette grammi di peso e dieci centimetri di lunghezza, non è altro che un cucciolo di ratto comune (Rattus rattus) affamato, ancora con gli occhi chiusi, di soli cinque giorni di vita. Federica, l’operatrice del Gattile, lo sistema su una coperta con la boule dell’acqua calda. Parte un giro di chiamate e ecco che comincia la storia dell’amicizia tra una ragazza e un ratto…
Marika Carioti, volontaria del gruppo selvatici dell’ENPA monzese, è abituata a soccorrere giovani uccelli caduti dal nido, ricci denutriti e persino pipistrelli in difficoltà. Ma è la prima volta che le viene affidato un cucciolo di ratto: solitamente, infatti, le persone sono più propense ad ucciderli che a salvarli.
Il piccolo, battezzato Remy come il rattino protagonista del film d’animazione “Ratatouille”, beve con gusto dal biberon ogni tre-quattro ore il suo latte per cagnolini e, dopo la stimolazione per fare i bisogni, cade in un sonno profondo. Proprio il giorno prima, Marika aveva portato a casa quattro gattini di pochi giorni di vita, trovati abbandonati in un sacchetto di plastica; così, allatta loro, allatta lui. Nei giorni e settimane seguenti è stato un lavoro duro ma soddisfacente!
Remy diventa “ometto”
Il 3 agosto Remy apre gli occhietti e i dentini iniziano a farsi vedere. Cresce in fretta e dimostra ogni giorno una gran voglia di vivere. Già a una settimana dal suo arrivo inizia a camminare e mangiare da solo una pappetta preparata con latte in polvere, multicereali per neonati e omogeneizzato; presto imparerà anche a sbucciare i semini e a sgranocchiare qualche frutto. A un mese dal suo arrivo pesa 54 grammi ed è lungo 27 cm: ormai è un “ometto” e – senza che la sua mamma glielo abbia insegnato – sa già costruirsi una tana, usare la lettiera igienica per fare i bisogni, lavarsi, curiosare dappertutto, sbucciarsi i semi e scegliere gli alimenti che apprezza di più.
Crescendo con Marika, Remy è diventato del tutto domestico e la considera il suo “ratto alfa”. Non si stacca mai da lei e, appena può, le sale in spalla e sta lì tranquillo mentre gira per casa. Non ha paura dell’uomo e dei possibili predatori e questo è un male per un animale selvatico. Per questo motivo, dopo aver sentito il parere di diversi esperti, Marika ha deciso di tenere con sé Remy. Se fosse stato liberato in natura, non sarebbe riuscito a cavarsela; ora, invece, potrà vivere sereno tutta la sua vita senza pericolo di essere avvelenato, predato, investito, di morire di fame o di freddo. Un ratto si adatta facilmente alla vita domestica e non ne risente come altre specie. Però questa storia è stato un caso e dovrebbe essere l’eccezione: ricordiamo che è assolutamente sconsigliato – oltre che proibito dalla legge – detenere a casa propria animali selvatici, e in caso di ritrovamento vanno immediatamente consegnati ad una struttura idonea.
Oggi Remy è un bel ratto di 145 grammi, lungo 35 cm. A tempo debito verrà sterilizzato e Marika adotterà una bella Rattus norvegicus (ratto domestico) per fargli compagnia, poiché in natura avrebbe vissuto in una grande colonia di ratti. Ha la sua spaziosa gabbia in camera dove vive quando Marika è fuori e che viene aperta quando torna. Purtroppo i mici di famiglia lo considerano più come spuntino che come amico e quindi vivono rigorosamente “separati in casa”!
L’affetto e l’intelligenza di Remy
“Remy è davvero un amore – racconta Marika – mi dimostra ogni giorno il suo affetto, mi dà i baci, mi corre incontro, si fa spupazzare tutto, ama farsi fare i grattini e socchiude gli occhi, proprio come un micio, mentre lo si gratta. Ha imparato i nostri orari ed è sempre pronto a ricevere un pezzetto di noce, di mela, di castagna, di formaggio o un mirtillo e di portarseli nella sua tana, attraversando di corsa tutta la stanza per poi tornare ad elemosinarne un altro pezzetto. È estremamente intelligente, educato e pulito – a differenza di quello che è il pensiero comune della gente. Affettuosissimo e simpatico da morire, mi ha insegnato ad apprezzare e amare questa specie così malvista, a capirla e rispettarla.”
In fin dei conti questi animali fanno solo quello che cerchiamo di fare tutti noi: sopravvivere! Prima di ucciderne uno, di piazzare una trappola, di mettere giù del veleno o, ancora peggio, quella barbarie della colla topicida (dove l’animale rimane incollato terrorizzato per giorni prima di morire di stenti), pensate a Remy, a questa faccina bellissima e pensate che tutti i ratti e topi come lui sono intelligenti e molto più simili a noi umani di quello che crediamo.







Vorrei ringraziare Trantran per aver pubblicato la nostra storia, Luigi del C.R.A.S. del WWF di Vanzago per i consigli primi che mi ha dato all’arrivo di Remì, e soprattutto ringrazio tanto Serena de La Collina Dei Conigli, per avermi seguito durante tutto lo svezzamento di Remì
Grazie a te, a tutti i volontari perchè ci date la possibilità di pubblicare anche belle storie e non solo quelle di orribile crudeltà!!! Un bacio e forza Remy!!!