di Juri Casati
Si annunciano tempi duri per i pendolari che usano l’auto per andare a lavoro. Non bastavano più le code, i lavori e i rincari del carburante, perché da qualche tempo in qua si è messa di mezzo anche l’Area C.
Rinfresco la memoria ai più distratti: l’Area C, entrata in vigore lo sorso gennaio, è un sistema di accesso a pagamento alla zona più interna di Milano, quella che viene comunemente chiamata «la cerchia dei bastioni». L’Area C dovrebbe disincentivare l’uso dell’auto convincendo/costringendo i cittadini ad andare a lavoro utilizzando i mezzi pubblici.
Adesso è inutile entrare nel merito di tutte le discussioni, pur interessanti, che l’introduzione dell’Area C ha generato. A noi in questa sede interessa capire se e quali impatti avrà l’Area C sulla vita di noi pendolari che veniamo da fuori Milano.
Cominciamo col dire che l’area C ha già portato ad una diminuzione del traffico nella cerchia dei bastioni di circa il 30% e a un significativo calo del livello delle polveri sottili nell’aria cittadina. In secondo luogo le fosche previsioni che erano state fatte alla vigilia dell’entrata in vigore dell’Area C sono state smentite dai fatti perché il sistema di trasporto ferroviario ha retto tranquillamente, e la metropolitana e i mezzi di superficie hanno retto – certamente con qualche affanno in più – senza però andare mai in tilt come si paventava che accadesse.
Insomma, almeno un punto fermo lo possiamo tranquillamente mettere: per chi già entrava a Milano con i mezzi pubblici è cambiato poco o nulla, e anzi adesso respira meno polveri sottili.
Ben diverso però è il discorso per i pendolari che, venendo da fuori Milano, entravano nella cerchia dei bastioni utilizzando l’auto. Questi pendolari oggi hanno a disposizione due opzioni: o pagano 100 euro al mese per l’ingresso all’Area C – viaggiando, almeno per l’ultimo tratto che devono fare (quando appunto entrano nell’Area C), un pochino più velocemente – oppure devono prendere i mezzi pubblici. In questo caso possono prendere i mezzi pubblici da fuori città oppure – come fanno in molti – possono entrare in auto fin dentro Milano, parcheggiare nei pressi di qualche fermata del metrò, e poi entrare nell’Area C utilizzando quello, e sfruttando il fatto che il costo dell’abbonamento urbano al metrò è ancora nettamente inferire al pagamento dei corrispettivi ingressi all’Area C.
Questa però è una opportunità che i pendolari automobilistici potranno sfruttare ancora per poco, visto che l’amministrazione comunale di Milano ha deliberato l’estensione sistematica della sosta a pagamento a tutte le vie intorno alla fermate del metrò fino alle estreme periferie della città, in modo tale da disincentivare ulteriormente l’ingresso in auto a Milano.
L’estensione sistematica delle strisce blu intorno alle fermate del metrò a Milano è una scelta di cui si parla poco, oscurata com’è dalle discussioni intorno all’Area C. Tale scelta probabilmente però avrà sui «nostri» pendolari, quelli che fino ad oggi hanno usato l’auto per andare fin dentro Milano, un impatto maggiore dell’Area C poiché molti di loro, data l’impossibilità di trovare un parcheggio intorno alle fermate del metrò in città, saranno costretti ad entrare a Milano direttamente con i mezzi pubblici e, per chi non è abituato, si tratterà di un radicale cambiamento di stile di vita. Infatti se per spostasi dentro Milano il mezzo pubblico è tutto sommato comodo – viste le tre (a breve quattro) linee del metrò esistenti, il Passante ferroviario, le linee autobus e le metrotramvie –, al contrario partire con i mezzi da fuori Milano – dove le corse sono meno frequenti e il servizio non è presente in modo così capillare come in città – può risultare molto scomodo.
Pare evidente che l’amministrazione di Milano, con la politica dell’Area C e delle strisce blu, intenda espellere – giustamente o ingiustamente a seconda dei punti di vista – una bella fetta del pendolarismo automobilistico dai confini di Milano. Attenzione però alle conseguenze. È infatti facile prevedere che gli automobilisti espulsi da Milano non cambieranno così in fretta stile di vita, ma intaseranno i parcheggi, già oberati, vicini alle fermate del metrò e dei treni che si trovano appena fuori il confine di Milano.







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