di Elena Gorla
La storia di Minorca affonda le proprie radici in un’antichità remota, già all’inizio dell’età del Bronzo, infatti, l’isola era abitata da una civiltà che qui ha lasciato molte preziose testimonianze del proprio passaggio, Navetas e Talayots, ossia i resti di edifici pubblici e funerari.
In epoca romana, poi, quest’isola nel cuore del Mediterraneo, divenne terra d’importanza strategica e importantissima rotta commerciale che le costò lunghi secoli di dominazioni e guerre di contesa: romani e cartaginesi prima, arabi e inglesi poi. Tutte le civiltà che passarono per questa terra vi lasciarono un segno ancora oggi visibile nei siti d’interesse archeologico come nei bellissimi palazzi e nelle splendide architetture, nella cultura, nelle tradizioni e nella gastronomia locale.
Nonostante i segni tangibili di storie e culture che qui sono transitato, la vera meraviglia dell’isola resta la natura che qui si conserva incontaminata e selvaggia.
Nella sola Minorca è, infatti, possibile incontrare moltissimi ambienti naturali di grande interesse e bellezza: pinete, dune, grotte terrestri e grotte marine.
Anche le coste offrono un’incredibile varietà di panorami: dalle lunghe spiagge di sabbia bianca delimitate da verdi pinete della parte a sud dell’isola, alle rocciose coste del nord che si tuffano nel blu profondo del mare. Per i suoi fondali e per la ricca fauna che popola le sue acque nel 1993 l’isola di Minorca è stata dichiarata dall’Unesco Riserva della Biosfera.
Minorca ha saputo proteggere la sua identità dal turismo di massa grazie, soprattutto, alla sua popolazione che ha gelosamente custodito le tradizioni isolane in campo gastronomico e le usanze legate alle molte feste tradizionali a carattere storico e religioso che animano le cittadine di feste.
Minorca è composta da ben otto cittadine (Mahon, Ciutadella, Es Mercadal, Alayor, Ferreries, Es Migjorn Gran, San Lluis) ma ovunque sull’isola si è mantenuta la struttura tipica delle antiche abitazioni isolane con case basse e bianche che s’integrano armoniosamente all’ambiente naturale circostante. Unica eccezione a questa regola è data dagli antichi edifici che impreziosiscono i centri maggiori.
Nel nord dell’isola sorge Fornells, un tipico paese di pescatori minor chini, che si contraddistingue per l’aver saputo mantenere inalterato il suo aspetto tranquillo e incantato. Un porto naturale, splendido, che sorprende per la sua tranquillità e autenticità, in un’isola che in estate è ricca di turismo. La tranquillità del luogo si rispecchia negli abitanti del paese, che dalle loro tipiche case in calce bianca vivono in totale rispetto per l’ambiente naturale che li circonda.
Il bianco delle case di Fornells si fonde con l’azzurro del cielo e con il blu delle acque cristalline della baia, protetta perché riserva marina.
Lungo la costa della baia di Fornells si trovano quattro covas (grotte) ancora inesplorate, e tre piccoli isolotti, habitat naturale della S’argantana Balear, una specie endemica di lucertola che vive solo qui.
Sia le grotte che gli isolotti sono raggiungibili solo via mare, e le miniere di sale che si trovano nei bassi fondali al termine della baia completano l’unicità di questo luogo.
Il porto è protetto da un’imboccatura abbastanza stretta (circa 5 km), e ciò rende possibile praticare nella baia diversi sport acquatici, dal windsurf, alla vela, al kayak e lo scuba-diving.
Una vacanza a Minorca, isola dalla forte impronta naturalistica, non è certo la meta ideale per nottambuli incalliti, tuttavia i locali disseminati sull’isola sono moltissimi, soprattutto quelli dedicati all’ottima gastronomia locale. Moltissimi sono stati ricavati da antiche abitazioni minorchine, caratterizzate dal patio interno, oppure arricchiti da terrazze che si affacciano su panorami mozzafiato o aperti su splendidi giardini di bouganville. E se una sera deciderete di tirar tardi vi consigliamo di non perdervi la Cova de’en Xoroi, la discoteca più famosa dell’isola, un luogo davvero unico e spettacolare, creato all’interno di una grotta naturale a strapiombo sul mare in un luogo impervio e splendido e, se proprio non affrontate l’idea di mischiarvi al popolo della notte, visitatela di giorno (rimane aperta come bar) per ammirare le sue terrazze e la meravigliosa scogliera a picco sul mare.
Se vi ritroverete costretti da una scottatura a rimanere per un giorno assenti dalle spiagge, cogliete l’occasione per scoprire la storia del vino e le sue radici locali con una visita alla Bodega Binifadet, un’azienda agrituristica in cui da sempre si produce e si degusta ottimo vino minor chino, approfittando di una visita fra i vigneti e le tante varietà di “tinto” offerte dall’azienda.







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